Venezia 76 #7: sull’infinito e oltre

La giornata è iniziata con il film più breve della competizione, solo 76 minuti che però si sono fatti percepire come i più lunghi. Il nuovo film di Roy Andersson About Endlessness, Sull’infinito, tiene fede a questo nome. Non che sia una sorpresa, dato che Andersson ci ha già abituato ai suoi quadri fissi e incedere lenti con la sua trilogia sull’essere umano, il cui ultimo capitolo, Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza, si conquistò il Leone d’Oro nel 2014. About Endlessness non è una semplice ripetizione dei lavori precedenti ma poco ci manca. Non si ripete la poesia, sebbene anche qui alcuni momenti urlino strazio e comicità al tempo stesso. Nell’evoluzione del suo lavoro Andersson abbandona i personaggi ricorrenti, le storie sono sempre più slegate, e in questo episodio compare per la prima volta una dolce voce fuori campo. Tristezza e sconforto regnano ancora sovrani, ma in questo caso scegliere di immergersi è più difficile. 

Anche Atom Egoyan torna in concorso a quattro anni dal precedente Remember, con un film completamente diverso. Guest of Honour è il complesso dramma familiare che ritrae un puntiglioso ispettore sanitario e la figlia con profondi sensi di colpa, ed è strutturato attraverso continui flashback. Il film è ultra scritto, al punto da diventare anche troppo complesso per quello che dovrebbe essere il suo scopo, cioè ritrarre questi due personaggi, il loro rapporto e la loro evoluzione. Nonostante la sceneggiatura complessa rimane sempre e comunque comprensibile, per cui non ci si può lamentare di questa visione. A favore ci sono da considerare la regia e le interpretazioni, ma rimane comunque un interrogativo: perché questo film è in concorso? Per ora questo è il film meno stuzzicante del concorso, poiché nessuno dei suoi elementi lo connota come innovativo o di rilievo. Curiosità, il personaggio protagonista dell’implacabile ispettore, interpretato in maniera brillante da David Thewils (Lupin di Harry Potter) ci ha ricordato tantissimo un altro personaggio proveniente dell’universo Disney Pixar…

Infine Barn, titolo internazionale Beware of Children, di Dag Johan Haugerud, presentato nelle Giornate degli Autori. In una scuola media norvegese una ragazza provoca la morte di un compagno di classe,  precipitando tutto l’istituto e la città in un profondo sconforto e in una disperata ricerca di risposte. Il confine tra colpa e incidente è sottile, e i delicati equilibri degli adulti non sono disposti a piegarsi di fronte a questa tragedia. In un clima di sospetto, coraggiosamente tenuto in piedi per tutto il film alla maniera nordica, forze sociali, politiche e familiari si addensano e si scontrano, alla ricerca di una giustizia che in realtà non esiste. Di fronte alla scomparsa di un bambino il peso di ogni singolo gesto diventa insostenibile. Il film è animato da una gran quantità di personaggi che si affrontano in numerose scene di gruppo dialogate senza un attimo di pausa, per la durata di quasi tre ore di film. Niente viene tralasciato, ma nonostante la quantità di informazioni lo spettatore resta coinvolto e segue ogni singolo smottamento emotivo. 

Torna una riflessione fatta anche nella giornata di ieri su The Painted Bird, che ha una durata simile e affronta a sua volta un tema pesante. Questi lunghi film scorrono grazie al forte dramma proposto, di fronte al quale lo spettatore non può restare indifferente, al di là del dinamismo del montaggio o della durata della pellicola. Possiamo solo osservare e dedicare le nostre riflessioni a qualcosa che per fortuna la vita non ci fa vivere in prima persona. Al di là della qualità, per fortuna in entrambi i casi molto alta, sono film che esplorano l’animo umano e cosa è disposto a fare.

Man mano che il festival si avvicina alla sua conclusione stiamo iniziando a tirare le somme su possibili premi. Oltre all’articolo con i pronostici che uscirà sabato mattina, in questi giorni con alcuni thread su Twitter cominceremo con le ipotesi, quindi seguiteci anche lì!

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *