SKAM: Fenomeno adolescenziale o molto di più?

Con la conclusione della sua seconda stagione ho deciso di fare alcune riflessioni sulla serie di cui parlano tutti, SKAM Italia.

Partiamo dalle basi. Cos’è SKAM? SKAM (“vergogna”) è una web-serie che nasce come remake dell’omonima serie norvegese, ideata e diretta da Julie Andem. Dopo il grande successo della versione norvegese sono diversi paesi che hanno deciso di farne il remake e l’Italia è tra questi. La versione italiana è stata prodotta da TIMvision e creata da Anita Rivaroli, Marco Borromei e Ludovico Bessegato, che è anche il regista delle puntate delle prime due stagioni.

Una delle caratteristiche più interessanti è il modo in cui la serie viene offerta al pubblico. Nell’arco della settimana che passa tra la pubblicazione di un episodio e l’altro, sul sito ufficiale vengono rilasciate le clip che compongono gli episodi. Queste sono inframezzate da screen di conversazioni WhatsApp, foto e video pubblicati sui profili Instagram che fanno parte delle vite dei personaggi al di fuori delle clip che poi vanno a comporre l’episodio classico, come quelli di tutte le altre serie a cui siamo abituati. Queste clip hanno due elementi che le rendono ancora più particolari. La prima è il fatto che vengono pubblicate nel giorno e nell’ora in cui si svolgono secondo la linea narrativa e la seconda è che rimangono online solo per 24 ore, proprio come le storie di Instagram. Questo prevede un certo livello di impegno da parte dello spettatore e una costante attenzione perché se si perde anche solo una clip poi bisogna per forza aspettare l’uscita dell’episodio intero per vederla.


Nonostante la serie affronti le vite di diversi personaggi, ogni stagione si concentra nello specifico su uno dei protagonisti. La prima stagione infatti era dedicata a Eva, che ha rubato il ragazzo alla sua migliore amica e fa un percorso di redenzione, mentre la seconda ha avuto al centro Martino, che cerca di comprendere la propria sessualità. Vista da lontano si potrebbe definire una serie come tante, in cui ragazzi del liceo vivono le loro vite tra amori, amicizie, cannette sul tetto della scuola, feste e partite a biliardino. Osservandola invece da vicino ha tante piccole cose che la rendono un prodotto d’intrattenimento molto interessante e che spiegano il successo che sta ricevendo.

Il livello di recitazione di alcuni dei ragazzi non è proprio il massimo, essendo tutti attori/attrici emergenti, e alcune scene, soprattutto della prima stagione, sembrano ombre della classica fiction all’italiana ma questi elementi sono talmente pochi e piccoli che si possono ignorare con molta tranquillità.
Ci sono infatti molte caratteristiche ottime, dalla regia che non cede a banalità ma cerca di condire la narrazione con delle inquadrature ricercate, alla colonna sonora che è composta da canzoni che ogni adolescente italiano ascolta in questo periodo o ha sentito almeno una volta. Ma il suo pregio più grande è il realismo del modo in cui vengono rappresentate le vicende e la vita quotidiana dei personaggi che popolano la serie. Può sembrare una cosa banale ma vedere Eva che si cambia l’assorbente in bagno a scuola, con l’annessa frustrazione della mancanza di carta igienica, è stata una delle scene in cui io mi sono sentita più rappresentata di tutto quello che ho visto quest’anno. E questo è solo uno dei tanti esempi in cui la serie riflette la quotidianità del giorno d’oggi dei liceali italiani.

Nella seconda stagione il tema principale è l’accettazione del fatto di essere gay senza più farne un peso e l’inizio di una storia d’amore, tra le annesse gioie e lacrime, di Martino.
E in questi dieci episodi creatori e attori di SKAM hanno dato il loro meglio. Il modo in cui hanno affrontato questo tema ha una spontaneità e una delicatezza rare nell’intrattenimento italiano. La scena in cui Martino fa coming out con Giovanni, il suo migliore amico, è come ricevere una carezza che ti restituisce tutta la fiducia nell’umanità. Mentre il modo in cui Filippo, un ragazzo apertamente gay, lo rimprovera sui suoi pregiudizi sugli omosessuali è una sberla che molti italiani dovrebbero ricevere e che purtroppo non hanno ancora ricevuto.

Ed è così che è la vita, una lunga serie di carezze e di sberle che ti sconvolgono una dopo l’altra. Specialmente negli anni del liceo, in cui ogni evento è un pezzo che costruisce la crescita di ognuno di noi. E per quanto si possa andare avanti con gli anni, vedere qualcosa che riesce a farti rivivere quelle gioie e quei dolori in modo così vero, è soltanto un piacere.
Io mi sono un po’ innamorata di questa serie e vi consiglio di cuore di dargli una possibilità.

E voi? L’avete vista? Se si, sarei molto felice di sapere la vostra opinione quindi non esitate a lasciare un commento o a scriverci su Twitter/Facebook/Instagram.

Sito ufficiale di SKAM Norvegia
Sito ufficiale di SKAM Italia

di Elisa Biagiarelli

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