Screenings in Turin: cos’è Moviement?

Si è svolta a Torino l’edizione 2019 degli Screenings, un evento promosso da Rai Com per far incontrare il mondo della produzione e distribuzione italiana con buyers internazionali. Un cambio di location per questo evento romano che è stato apprezzato dagli ospiti che dal 3 al 5 aprile hanno frequentato la città. Anche se l’evento nasce come una vetrina di Rai per promuovere i suoi contenuti, ancor più adesso che con Rai Play si sono espansi alle piattaforme digitali, la mattinata del 5 aprile è stata dedicata più ampiamente ad alcuni aspetti legati alla nuova legge cinema, che finalmente vede prossima la sua attuazione dopo tre anni di lavori.

L’industria cinematografica da tempo attende un aggiornamento delle regolamentazioni, in parte per avere nuove certezze economiche, ma anche per operare attivamente verso i grandi cambiamenti che l’industria audiovisiva sta vivendo.

A questo proposito sono dunque intervenuti numerosi ospiti per una chiacchierata aperta al pubblico per parlare di questa legge e soprattutto dei suoi aspetti legati alla distribuzione, non solo di film ma anche di serie tv, fiction e altri prodotti di intrattenimento. Sono intervenuti:

  • Paolo Damilano, presidente di Film Commission Torino Piemonte
  • David Bogi, responsabile Distribuzione Internazionale e Sviluppo Business di Rai Com
  • Mario Turetta, direttore Generale Cinema del MIBAC
  • Bruno Zambardino, responsabile Affari UE e Portale Italy For Movies, MIBAC
  • Francesca Cima, presidente, ANICA Sezione Produttori cinematografici
  • Antonio Medici, Vice Presidente della Sezione Distributori cinematografici dell’ANICA
  • Mario Lorini, Presidente dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema)
  • Massimo Proietti, responsabile marketing della Universal Pictures Italia

Un panel in cui si incontrano rappresentanti della produzione, della distribuzione, delle reti televisive nazionali e degli esercenti è particolarmente interessante, sia per il pubblico che assiste ma anche per gli operatori del settore, che pare stiano cercando di lavorare in sinergia su tutta la filiera dell’industria cinematografica.

Il focus della mattinata è stata la sala cinematografica. Il dibattito è necessario proprio alla luce dell’incremento della fruizione tramite piattaforme streaming, che forniscono però, a mio parere, un’esperienza radicalmente diversa da quella della sala.

I relatori hanno lanciato Moviment, l’iniziativa che si propone di ripopolare le sale italiane durante i mesi estivi, un momento morto per la distribuzione. Grazie a un tax credit speciale per le sale che aderiranno al progetto sarà per loro possibile avere una vasta scelta di film da proiettare tra giugno e settembre, tra cui alcuni dei titoli più attesi del momento, come Stanlio e Ollio, Rocketman, Ted Bundy, Godzilla II: King of the monsters, X-men: Dark Phoenix, Beautiful Boy, Toy Story 4, MIB International, Il re leone, Il signor diavolo, Spider-man: Far from home e altri.

Da dove nasce quest’idea? Guardando agli altri paesi, tra cui gli USA dove il periodo estivo è proprio animato da questo tipo di film. Infatti la distribuzione italiana di questi titoli sarà pressappoco contemporanea alla data di uscita internazionale.

Un cambio di prospettiva non da poco, poiché accelera il processo di marketing per film prodotti e distribuiti da major importanti e inoltre andrà a impattare su un sistema di cinema abituato ad andare in letargo in quei mesi. Quest’estate invece bisognerà stare ben svegli, anche perché manca ancora da costruire l’ultimo fondamentale tassello: il pubblico. Rieducare il pubblico alla possibilità di frequentare le sale d’estate sarà la vera sfida.

E’ stato fatto il caso della Spagna, paese assimilabile all’Italia, nel senso che durante l’estate il cinema non si prospetta come l’attività principale a cui pensare. Eppure negli ultimi anni è riuscita, con una variazione del calendario di uscite, a guadagnare tra i 15 e i 20 milioni di euro di biglietti nei mesi estivi. E’ uno stimolo interessante, che verrà sostenuto con un piano triennale. Vediamo se già a settembre 2019 sarà possibile valutare questa manovra.

Oltre a questo macro argomento che ha catalizzato l’attenzione dell’audience del panel si sono toccati alcuni altri argomenti ancora in fase di definizione nella nuova legge cinema.

Ad esempio la questione delle quote di film italiani che dovranno passare per le sale, delle finestre temporali da destinare alla proiezione del film prima del suo approdo su piattaforme streaming e di un possibile emendamento per eliminare dalle sale la pubblicità relativa alla futura uscita su piattaforme streaming dei film.

Pensate siano manovre necessarie?

La legge sta ancora subendo modifiche, quindi si vedrà.

Per la produttrice Francesca Cima (La Grande Bellezza, La bocca del lupo, Il ragazzo invisibile) il problema più grosso della produzione cinematografica italiana è la standardizzazione del prodotto, che ormai viene creato solo per soddisfare determinate esigenze e se non lo fa viene eliminato dalla circolazione. Il box office resta uno strumento efficace ma non dobbiamo dimenticare che a volte film che hanno fatto un incasso modesto in Italia magari all’estero sono andati meglio, hanno avuto riscontri più positivi e magari hanno anche partecipato e vinto a diversi festival. L’italia in questo momento, a detta della Cima, pare stia contribuendo a un cambiamento globale, a un dibattito acceso tra sala e piattaforme che tutti i paesi d’Europa dovrebbero affrontare, ma questo a maggior ragione deve essere una spinta ad aprirci, a guardare al di fuori dei nostri confini nazionali, a progettare consapevolezza sul cinema e il suo valore attraverso tante diversificate azioni congiunte.

Aggiungo in coda a questo articolo un dato che non c’entra con l’evento in sé, ma c’entra con la legge cinema e con la città di Torino. Il cinema Massimo, grazie ai fondi  ministeriali di quest’anno, non solo potrà operare una notevole manutenzione delle sale, ma sta progettando una nuova vita per la Sala 2, ora Sala Rondolino, in modo da poter ospitare una programmazione annuale con aggiornamento quindicinale di film non distribuiti in Italia considerati però degni di nota. Un’operazione audace quella del Museo del Cinema di mettersi in gioco sulla distribuzione in nome di un condivisione sempre più ampia, anche senza Netflix.

Ci aspetta una stagione, un’estate in particolare, ricca di cambiamenti.

Arianna Vietina

Leave Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *