Passo dopo passo: aggiornamento su Covid-19 e Cinema

Mentre le misure restrittive in Italia sono state prorogate fino al 13 aprile, la questione dell’impatto dell’emergenza sanitaria sul mondo del cinema si amplia ogni giorno. Rispetto al nostro articolo precedente, dove avevamo fatto il punto sulla situazione dall’inizio della pandemia, qui raccogliamo le ultime notizie e aggiornamenti da tutto il mondo, che passo dopo passo ci danno nuovi spunti. Continuiamo a osservare la situazione e provare a immaginare come si trasformerà il cinema di domani. 

Festival di Cannes

Una delle prime novità da segnalare è che il Festival di Cannes ha pubblicato sul suo sito un comunicato sotto forma di Q&A riguardo alle sue scelte di posticipare il festival, da fine maggio a fine giugno. Cannes spiega che la scelta di posticipare è stata necessaria per il rilievo dell’iniziativa per l’economia del cinema e che terranno monitorata la situazione per il prossimo mese per correggere la rotta in caso di cambiamenti. Intanto la commissione di selezione sta lavorando regolarmente, anche se tutte le scadenze sono posticipate di un mese: si potranno ancora mandare film, si possono continuare a mandare le richieste di accredito. La conferenza stampa slitta anch’essa, dal 16 aprile a data da destinarsi a maggio. 
E’ forse irrealistico essere così ottimisti? Secondo il team del Festival di Cannes non si possono fare molte previsioni, ma anche altri eventi stanno operando allo stesso modo. Se l’ottimismo vale per il Tour de France perché non dovrebbe applicarsi anche a uno dei festival più importanti d’Europa? 

Tutto il Q&A sul sito del Festival di Cannes 

S.O.S dai festival italiani

L’AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema) ha pubblicato una lettera aperta al Ministro Franceschini per sottolineare l’importanza dei festival non solo nella promozione delle opere cinematografiche ma anche per il turismo nel nostro paese, e ha rimarcato le richieste già portate avanti: l’istituzione di un fondo speciale per sostenere i costi delle manifestazioni che si sono viste costrette a spostare o ad annullare i propri eventi, ripensare il finanziamento del settore della promozione che dovrà lavorare duramente a emergenza conclusa per coinvolgere utenti nelle manifestazioni culturali e accelerare le operazioni di verifica dei rendiconti degli eventi del 2019 e il lancio dei bandi del 2020, che permetterebbero nuove entrate a sostegno di queste realtà. 
Il ministro Franceschini ha già annunciato un fondo di 130 milioni a sostegno di tutto il mondo della cultura, e si attende un decreto attuativo del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo.

AFIC
MIBAC- 130 milioni di euro a sostegno di spettacolo e cinema, Cinemaitaliano.info

Nuova iniziativa di Netflix

E’ fresca la notizia di un fondo a sostegno dell’industria del cinema italiano realizzato proprio da…Netflix! Proprio la piattaforma di streaming N.1 al mondo decide di destinare un milione di euro che sarà gestito dalla Italian Film Commission per sostenere le produzioni cinematografiche e televisive nel nostro paese. Questa iniziativa fa parte di un progetto più ampio che prevedere un contributo annunciato il 20 marzo di 100 milioni di dollari da parte di Netflix, a sostegno soprattutto delle proprie produzioni sparse in giro per il mondo che sono state fermate, e poi a favore di altri enti e associazioni per la produzione, come appunto la Italian Film Commission. Il procedimento per richiedere sostegno con questo fondo è ancora in fase di definizione, ma servirà a sostenere economicamente tutte le maestranze produttive. Netflix giustamente si è attivata per preservare il settore che più le interessa, la produzione. E’ nei suoi interessi mantenere sana la filiera produttiva così che possa tornare a sfornare prodotti che la piattaforma potrà prontamente acquistare per arricchire la propria offerta. 

Netflix e Italian Film Commission, Sito dell’Italian Film Commission

Cambiano le regole dei Globes?

La Hollywood Foreign Press Association ha deciso di operare alcune modifiche al regolamento che permette la candidatura di un film ai Golden Globes data l’attuale emergenza. Se prima infatti era necessario che il film venisse proiettato al cinema per almeno sette giorni sul territorio di Los Angeles, adesso sarà possibile candidarsi anche se il film è stato rilasciato solo su piattaforma streaming o canale televisivo. Questa norma si applica sui film che avevano già in programma di uscire nel periodo tra il 15 marzo e il 20 aprile 2020, ma non lo potranno fare a causa del Covid-19, e questo periodo verrà eventualmente esteso in base al decorrere dell’emergenza. Inoltre l’associazione si riserva di esaminare caso per caso durante il periodo di raccolta candidature che avverrà in autunno. 
Non gridiamo quindi al cambiamento epocale: le norme regolari sono solo sospese e solo per una determinata casistica, non è detto che queste modifiche resteranno in vigore per i prossimi anni andando a cambiare il regolamento di questi importanti premi. E’ errato quindi anche supporre che gli Oscar seguiranno questa politica, dato che ancora l’Academy non si è espressa.

Golden Globes

La Cina richiude i cinema

Il China Film Bureau ha ordinato nuovamente la chiusura delle sale, dopo pochi giorni di riapertura che avevano registrato incassi scarsissimi. Non è stata data una spiegazione per questa nuova ordinanza, ma si presume che il governo cinese tema per una seconda ondata di contagi. Stanno però riaprendo le aziende e gli esercizi commerciali, anche se non è chiaro chi sta comprando. Rimane il dubbio: che le operazioni di riapertura siano state troppo frettolose?
I cinema chiusi in Cina sono un problema non indifferente, come abbiamo spiegato nell’articolo precedente, e ora che si è spenta l’ultima fiammella di speranza non possiamo davvero più prevedere quando le sale riapriranno regolarmente. Difficile non fare un confronto con la nostra situazione in Italia: è possibile che anche noi dovremmo prolungare la chiusura degli esercizi per timore di una seconda ondata di contagi?

China Shuts Down All Cinemas, Again, The Hollywood Reporter
La Cina dichiara un boom produttivo (ma chiude i cinema). Tokyo: balzo dei contagi dopo la rinuncia ai Giochi… Vale più la Borsa o la vita?, Business Insider Italia
China has ordered all its movie theatres to close again after more than 600 had reopened, Business Insider Australia
China re-closes all cinemas over coronavirus fears, The Guardian
Wuhan, China’s COVID-19 ground zero, re-opens for business, Euronews.it

Il pubblico tornerà al cinema?

E’ stato pubblicato uno studio effettuato in America su un campione di 1.000 persone, pubblicato su Performance Research, su come cambierà l’atteggiamento nei confronti degli eventi pubblici. Il 44% degli intervistati ha dichiarato che parteciperà a meno eventi pubblici, mentre il 38% crede tornerà a una frequentazione pari al periodo precedente la pandemia. In generale il 47% afferma che l’evento pubblico sarà comunque una cosa che lo spaventerà per molto tempo.
Riguardo al cinema nello specifico, il 49% dice che ci vorrà del tempo prima di tornare in sala o che forse non ci torneranno proprio più. Naturalmente questo è un campione ristretto interrogato durante una fase acuta del contagio negli Stati Uniti, in un momento in cui ancora non abbiamo vaccini e non sappiamo quanto a lungo questa situazione si protrarrà. E si parla di USA, quindi non possiamo traslare questi dati sull’Italia, però questi numeri confermano un timore finora detto solo a voce, descrivendo uno scenario probabile che ancora non sappiamo come contrastare.

Movie Theaters and Concerts Could See Major Attendance Drop Post-Pandemic (Study), Variety

Sala virtuale

Intanto in Italia c’è chi pensa alla sala virtuale, da MyMovies Live, che propone film di festival e una retrospettiva su Ozu, al cinema Anteo di Milano, che si propone di aprire una sala virtuale per riconnettere i propri spettatori. Ma cosa vuol dire sala virtuale? Il tentativo di ricreare un luogo di condivisione stando ognuno a casa propria è davvero complesso, perché non importa il numero di posto se tanto sei sempre seduto sullo stesso divano. E in fondo perché limitare i posti, se per una volta un film può essere visto da tre volte tanto il numero degli spettatori che avrebbe potuto coinvolgere con una sola proiezione in una piccola sala? Per la compagnia si istituiscono le chat, ma io mentre guardo un film solitamente non chiacchiero, bensì ne parlo dopo. Magari si potrebbero lanciare degli zoom post film. Però il film a casa si mette in pausa, si va a farsi la tisana o la cena, non finiamo tutti insieme e chissà se dopo saremo ancora svegli e avremo ancora voglia di chiacchierare, in questo periodo che ci stanca di noia e di timori. Si stanno facendo tanti esperimenti ma ancora è lontana la sensazione della sala. 
Certo è però che le case di produzione non staranno con i film pronti parcheggiati in qualche studio, ma spingeranno per guadagnarci il più possibile e subito, per rientrare delle spese e procedere alle produzioni successive. Infatti diversi studios stanno già chiudendo i contratti per le uscite on demand. Più andiamo avanti e più la competizione tra sala e streaming diventa impari: praticamente non ci sarà più scelta. Non conosciamo le contrattazioni tra produzioni e piattaforme, ma  risulta difficile pensare che Netflix o AppleTV possano o vogliano pagare più di 1 miliardo e 600 milioni di dollari per l’acquisizione di un film come Il Re Leone, cioè l’equivalente di quello che il film ha incassato. Però abbiamo già il caso esempio della Universal che ha ceduto i suoi titoli freschi di sala a piattaforme come Chili e Google Play al prezzo di 15.99 € per il noleggio, una cifra equivalente non a uno, ma a due biglietti del cinema. I prezzi normali in queste piattaforme sono decisamente più bassi e già risulta difficile far pagare quelli, a utenti sempre più abituati allo scaricamento illecito di film su internet. Quindi viene da chiedersi se davvero questo tipo di strategia permetterà di rientrare dell’investimento del film. Questa esperienza presumibilmente dimostrerà ancora una volta che la sala è fondamentale, perché è l’unica dimensione in cui ogni film può trovare il giusto riscontro di pubblico, con le dovute differenze tra tipologie di cinema, di pubblico e non meno importante di prezzi. 

Al 2 aprile, si registra una perdita del sistema sale a livello mondiale di 7 miliardi di dollari, di cui due solo relativi al mercato cinese, e potrebbe raddoppiare se le sale non riaprono entro fine maggio. Certo non si può riaprire ad ogni costo per far lavorare i cinema al di là della sicurezza degli spettatori, però è necessario in questo momento fermarsi a guardare la grandezza della macchina che si è fermata, capire il sistema di relazioni e contingenze che la regola e apprendere il più possibile per tornare a lavorare con maggiore consapevolezza quando tutto questo sarà finito. 

Sale chiuse, ondata di film direttamente in digitale, Ansa
CulturaIl futuro dei cinema, Cineguru su Screenweek
Box Office USA, persi già oltre 600 milioni di dollari, Cineguru su Screenweek

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