Oscar Predictions 2019

Si avvicina la notte degli Oscar!

Mancano pochi giorni alla cerimonia più attesa tra i cinefili, per quanto sia una manifestazione che ha sempre diviso gli animi negli anni. Quest’anno però l’Academy ha cominciato con largo anticipo a suscitare critiche e polemiche, grazie a una serie di annunci controversi, alcuni dei quali sono stati anche ritirati dopo breve tempo. Facciamo un breve riassunto delle questioni nate tra 2018 e 2019:

  1. la proposta di creare un premio Miglior Film Popolare. Non è mai stato specificato dall’Academy quali fossero i prerequisiti per competere in questa categoria, ma è parso evidente come sia nata sull’onda del fenomeno Black Panther, un film commerciale, non particolarmente importante dal punto di vista tecnico ma capace di riversare le persone in sala. In pratica un premio per i blockbuster.
  2. Non ci sarà presentatore perché Kevin Hart si è ritirato a dicembre dall’incarico, per non produrre digressioni durante la cerimonia con le polemiche intorno ad un suo vecchio tweet omofobo. Da lì nessun’altra celebrity si è data disponibile per il ruolo per cui la cerimonia verrà condotta da diversi presentatori che si alterneranno nella serata. Sono passati 30 anni dall’ultima edizione svoltasi senza presentatore.
  3. Si è deciso che è fondamentale accorciare la durata della cerimonia per concentrare l’audience che negli ultimi anni si è disperso. Questo è il motivo per cui era stato deciso che i brani candidati come Miglior Canzone non venissero eseguiti tutti nel corso della cerimonia, ma solo due su cinque. Questo provvedimento è stato poi ritirato, anche perchè ancora ci domandiamo secondo quale criterio si sarebbe deciso quali far eseguire.
  4. Sempre per lo stesso motivo si è pensato di presentare alcuni dei premi della serata durante i break pubblicitari. Già di per se il ragionamento è alquanto avvilente, poichè classifica i premi in serie A e serie B e pare confermare come unico scopo della cerimonia quello di guadagnare grazie agli spazi pubblicitari. A peggiorare questo quadro c’è stato l’annuncio di quali categorie sarebbero state annunciate durante la pubblicità e tra queste comparivano Miglior Montaggio e Miglior Fotografia. Come avrete notato parliamo al passato, perchè per fortuna questa proposta criminale è stata fermata da una pioggia di polemiche venute da tutto il mondo dell’industria cinematografica.
Il tweet infuriato di Cuarón: “Nella storia del CINEMA i capolavori sono esistiti senza suono, senza colore, senza una storia, senza attori e senza musica. Ma non un singolo film è mai esistito senza CINEMAtografia (=fotografia, in italiano) e senza montaggio”.

Possiamo dire quindi che quest’anno l’Academy ha calcolato molto male le sue mosse, in un crescendo di gogne pubbliche sempre più umilianti e soprattutto inutili, dato che lo stato delle cose poi è spesso e volentieri tornato alla normalità. Adesso non resta che aspettare la notte di domenica 24 febbraio, quando la cerimonia inizierà all’incirca alle 01.00 del fuso italiano, per vedere chi si aggiudicherà la celebri statuette. Sono ormai diversi anni che seguiamo la cerimonia, e anche quest’anno abbiamo visto molti dei film che competeranno e ci siamo fatte una nostra idea.

Ogni anno compare uno o più titoli che fanno storcere il naso, per diversi motivi. Quest’anno i film che secondo noi proprio non si capisce perchè siano lì sono A Star is Born e Bohemian Rhapsody.

A Star is Born è a nostro parere un film che non ha niente di particolare da proporre nella competizione. Bohemian Rhapsody, sebbene sia un grandissimo successo di pubblico ha dei difetti davvero grossi, ed è tutto tranne un prodotto di qualità Oscar. Il fatto che sia pure stato candidato nelle categorie di Miglior Montaggio e Miglior Sound Mixing (proprio due elementi che nel film non funzionano affatto) ci fa mal pensare. Bene invece la candidatura a Rami Malek, che è in effetti l’elemento che salva tutta la pellicola, e merita sicuramente di vincere, sebbene la categoria Miglior Attore Protagonista gli proponga dei begli sfidanti.

Passiamo poi al tasto più dolente della lista candidati per il Miglior Film: Black Panther. Si tratta senza dubbio di un film importante per quanto riguarda la storia cinematografica del 2018 perché ha fatto da apripista per il mondo dei supereroi di colore, convogliando nelle sale tutte le comunità afroamericane alla ricerca della giusta rappresentazione, che spetterebbe ad ogni comunità nel cinema popolare. E Black Panther è questo,un buon, anche ottimo, film popolare. Ma questo non vuol dire che possegga la qualità per comprenderlo tra i nominati a Miglior Film. La sua candidatura è presente secondo noi per “colmare” quel vuoto che aveva lasciato l’idea del premio al Miglior Film Popolare dell’Academy perché in questo caso non si giustifica per la questione del tema razziale, che è esposto e rappresentato molto meglio da BlacKkKlansman e Green Book.

Poi c’è Vice. Abbiamo amato La grande scommessa, e il nuovo film di McKay è una evoluzione del linguaggio che già gli abbiamo visto usare nel film precedente, senza però mantenerne l’armonia. Vice può essere considerato il film più sperimentale della lizza, ma in quanto a coerenza di sceneggiatura ed efficacia viene un po’ meno. Non è sicuramente un esperimento ben riuscito come La grande scommessa.

Tra questi film di cui abbiamo parlato finora è davvero possibile che la statuetta venga assegnata a Black Panther o Bohemian Rhapsody. Le motivazioni sono puramente popolari, cioè sono film molto visti, di cui si parla tanto, che hanno mosso le masse, portato la gente in sala, al di là della qualità della pellicola. Tra i due forse a questo punto sarebbe meglio Black Panther, in quanto per lo meno segnerebbe una novità nella storia dell’Academy.

Passiamo adesso ai film che sono in questa categoria a pieno diritto, che sono senza dubbio film di un certo livello, per svariati motivi.
Cominciamo da The Favourite. Non nascondiamo il nostro entusiasmo per la presenza così cospicua di candidature per un regista che abbiamo seguito da tempo con entusiasmo. The Favourite è l’apice di un percorso stilistico che afferma Lanthimos come uno dei nuovi autori davvero in grado di farsi strada. Il film è comunque molto particolare, e già in passato l’Academy non è riuscita a farsi andar giù i bocconi amari del cineasta greco (pensiamo alla mancata statuetta per la Miglior Sceneggiatura a The Lobster). Quest’anno vediamo come molto probabili le vittorie per le attrici, Olivia Colman come protagonista e Stone o Weisz come attrici non protagoniste (non riusciamo a deciderci su chi sia stata la migliore), i costumi, le scenografie e chissà che non conquisti anche la statuetta come Miglior Regista. Sebbene anche qui la competizione sia alta.

Come Miglior Regista è infatti candidato anche il veterano Spike Lee per il suo BlacKkKlansman, altro film probabile vincitore. Spike Lee è sempre stato molto critico con l’Academy e la sua poca considerazione per i lavoratori dell’industria afroamericani, quindi queste candidature potrebbero convertirsi in un segno di pace grazie a una vittoria o in una riconferma delle loro posizioni con una sconfitta. BlacKkKlansman è un film molto valido, che riesce a fare storia e critica sociale dentro il format della commedia degli equivoci, è sottile ma anche epico, e il tutto con un formidabile equilibrio. Però secondo noi difficilmente riuscirà a spuntarla.

C’è un candidato che sovrasta la competizione, grazie alla qualità tecnica del suo lavoro ma anche per via delle questioni a lui legate, tra Netflix, provenienza messicana e già una gran quantità di premi accumulati. Stiamo parlando di Roma di Alfonso Cuarón, il film di cui tutti hanno più paura. Candidato a 10 statuette è molto probabile che se ne porterà a casa parecchie, inclusa quella per il Miglior Film. C’è da dire che Roma è candidato anche come Miglior Film in Lingua Straniera, premio che potrebbe senz’altro vincere lasciando così la corona di Miglior Film a un altro titolo. Anche il premio per la Miglior Regia è molto probabile, poi c’è la fotografia, sound mixing, sound editing. Più difficile il premio alle attrici, in quanto innanzitutto non sono attrici professioniste, ma anche perché non sono nomi noti all’Academy. Se la batterà anche per la sceneggiatura, in quanto nella stessa lista compaiono anche The Favourite e Green Book.

Green Book è l’ultimo titolo di cui vogliamo parlare perché abbiamo considerato che potrebbe essere il vincitore definitivo della gara. Su una sceneggiatura solida, divertente, accessibile, ma non troppo banale, una coppia di formidabili attori ha dato vita a una commedia godibile ma non sciatta. Un film molto elegante, che tocca i temi delle differenze ma lascia tutti con il cuore pieno di buoni sentimenti. La formula Oscar è bell’e pronta. Nel nostro Toto Oscar diamo quindi vincitore Green Book come Miglior Film, e crediamo conquisterà anche la Sceneggiatura non Originale, l’Attore non protagonista Mahershala Ali, bravissimo in questo ruolo. Certo Ali ha già conquistato la statuetta due anni fa quindi potrebbe essere che la scelta ricada su alcuni suoi concorrenti quali Adam Driver, che è stato già sfortunato ai Globes, e Richard E. Grant, che ha svolto un’ottima interpretazione in Can You Ever Forgive Me?

Nonostante tutte le polemiche sarà un evento che come ogni anno seguiremo con interesse, nella speranza di farci sorprendere dall’Academy.
E voi che ne pensate? Qual’è il film che porterà a casa la statuetta più importante?
Fatecelo sapere nei commenti!

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