Oltre il Concorso, cosa non perdere a Venezia 76

Nell’attesa di riprendere anche quest’anno il traghetto per il Lido e immergerci nelle poltrone della Sala Darsena, dopo aver parlato in generale dell’edizione di quest’anno e della selezione del Concorso Venezia 76, vediamo quali sono le cose da non perdere in tutte le altre sezioni parallele.

Seguendo l’ordine del sito della Biennale, partiamo dal Fuori Concorso. I titoli che attirano di più il pubblico saranno Seberg con protagonista Kristen Stewart e The King, che ha un cast molto ricco (da Timothée Chalamet a Robert Pattinson fino a Ben Mendelsohn). Li vedremo comunque per capire come mai sono stati inseriti in questa sezione, ma non sono i film che bramiamo di più. Non ci faremo sfuggire The Burnt Orange Heresy di Giuseppe Capotondi, non solo per la presenza di Claes Bang nel cast, ma anche perché i primi dettagli di trama la fanno sembrare una pellicola molto interessante. Nel Fuori Concorso c’è poi un documentario la cui visione sarà fondamentale, ovvero Citizen K il nuovo lavoro del premio oscar Alex Gibney che affronta il potere nella Russia contemporanea attraverso il ritratto di Mikhail Khodorkovsky. 

The Burnt Orange Heresy

Tra gli altri titoli del Fuori concorso segnaliamo anche la presenza del nuovo documentario di Sergei Loznista, State Funeral, e del film di finzione Adults in the Room del regista greco Costa-Gavras, a cui è stato attribuito il premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2019.

Ultima e immancabile la presentazione del cortometraggio Never Just a Dream: Stanley Kubrick and Eyes Wide Shut, insieme al restauro del film in occasione dei vent’anni dalla sua uscita e dalla morte del regista.

Piccola menzione poi a Tutto il mio folle amore, nuovo film diretto da Gabriele Salvatores che per qualche motivo è stato ignorato dalla stampa italiana ma che noi aspettiamo con curiosità. 

Per quanto riguarda Orizzonti è difficile farsi un’idea nel pre-festival su che cosa ci aspetta, ma guardando registi, paesi di provenienza e attori nei cast, questi sono i film che ci sentiamo di segnalare: 

  • Mes Jours de Gloire di Antoine de Bary, con protagonista uno degli attori emergenti francesi più interessanti del momento, ovvero Vincent Lacoste, visto al Lovers Film Festival nel film Plaire, aimer et courir vite (2018).
  • Revenir di Jessica Palud, con protagonisti Niels Schneider e Adèle Exarchopoulos.
  • Qi Qiu (Balloon) di Pema Tseden, noto cineaste tibetano di cui l’anno scorso alla Mostra abbiamo visto Jinpa.
  • Borotmokmedi (Il Criminale) di Dmitry Mamuliya, per la curiosità di un paese come la Georgia, di cui ancora non abbiamo avuto modo di conoscere molto la cinematografia.
Qi Qiu

Su Venezia Classici, come ogni anno, è molto difficile scegliere a cosa dare la priorità perché sono tutte opere di grande valore e se avessimo la capacità di creare dei duplicati come Naruto li vedremmo tutti. Ma ancora non abbiamo imparato questa tecnica quindi ci concentreremo su Estasi di un delitto di Bunuel, Khaneh Siah Ast (The House is Black), corto documentario iraniano ambientato in una comunità di lebbrosi realizzato dalla poetessa Forough Farrokhzad e Tiro al piccione di Giuliano Montaldo. L’attenzione però deve cadere anche sulla presenza di due film di Bernardo Bertolucci: La commare secca e Strategia del ragno, scelta fatta anche per la recente scomparsa del regista emiliano.
Tra i documentari sul cinema ce ne sono tre che ci attirano in modo particolare. Il primo è quello dedicato a Claudio Caligari, che merita attenzione anche solo per la genialità del titolo, che è Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari realizzato da Simone Isola e Fausto Trombetta. Il secondo è Boia, maschere e segreti: l’horror italiano degli anni sessanta realizzato da Steve della Casa, per continuare la continua ricerca di ispirazioni per la rubrica di I-Scream. Terzo, Andrei Tarkovsky. A cinema prayer, realizzato dal figlio Andrej A. Tarkovskij. 

All’interno della sezione Sconfini ci sentiamo di dire due parole su quello che è già uno dei casi più chiacchierati di questa edizione. Parliamo del documentario Chiara Ferragni – Unposted diretto da Elisa Amoruso che è un ritratto, come si può capire dal titolo, di Chiara Ferragni. Il polverone indignato che si è sollevato dopo l’annuncio della presenza di questo documentario ci sembra fuori luogo. Per quanto possa essere apprezzata o meno, è oggettivo il fatto che la Ferragni sia una figura di importanza sia storica che attuale per il modo in cui ha sviluppato un impero intorno alla sua figura. La presenza di questo lavoro a Venezia dimostra lo spirito della Mostra di voler cogliere le rappresentazioni cinematografiche in ogni forma e sputare giudizi sul valore artistico di questo documentario prima ancora di averlo visto, come hanno fatto la maggior parte delle persone, è molto immaturo. 

Oltre a Chiara Ferragni – Unposted non ci faremo sfuggire senza dubbio la proiezione di American Skin del regista americano Nate Parker, alla cui proiezione sarà presente anche Spike Lee. Si tratta del secondo lungometraggio realizzato da Parker, dopo The Birth of a Nation, che oltre ad esserne regista e sceneggiatore, interpreta anche il protagonista Lincoln. 

Tra le opere delle Giornate degli Autori ha catturato la nostra attenzione Aru Sendo No Hanashi di Joe Odagiri, film giapponese che dal trailer sembra contenere ambientazioni stupende. Mentre per la Settimana della Critica non ci faremo sfuggire Bombay Rose, film di animazione indiano realizzato da Gitanjali Rao in sei anni di lavoro, e El Principe, opera prima del cileno Sebastian Muñoz.

Ultima, ma non meno importante, va la menzione all’evento speciale che ci attira di più.Si tratta della proiezione della versione restaurata di Goodbye, Dragon Inn di Tsai Ming-Liang che verrà accompagnata da una performance live del regista dal titolo “Improvvisazioni sulla memoria del cinema”. La scelta logistica di tenere questo evento al Teatro delle Tese dell’Arsenale, lontano dal Lido, ci preoccupa un po’, ma per Tsai Ming-Liang si può e si dovrebbe fare qualsiasi cosa. 

Come potete vedere i titoli interessanti sono moltissimi. Siamo sicure che ancora qualcosa ci è sfuggito e che lo scopriremo solo vivendo la Mostra correndo tra una sala e l’altra sempre cariche di passione e voglia di scoprire e ricevere lezioni sul cinema, sulla vita, su noi stesse, attraverso la visione di ogni nuovo film. 

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