Lido Roads 2015 #8 – Animazione in concorso

Oggi comincio con l’oggetto del giorno che può assistervi nelle estenuanti giornate al Lido: suggerisco di portare con sè una confezione di caramelle. Dopo alcuni giorni di ritmo serrato, con una proiezione dietro l’altra e poche ore a disposizione per dormire, avere qualcosa da masticare durante le proiezioni puó aiutare a combattere il momento di sonno. Meglio quindi prendere dell caramelle senza zucchero per evitare effetti indesiderati!

La stanchezza si fa sentire qui a Venezia72, ma si continua a seguire il programma della Giuria Classici. Oggi si é cominciato con Umut, film turco di Yilmaz Güney, che comincia come un tranche de vie in stile neorealista e ci porta piano in un universo mistico dove si mescolano disperazione e cieca fede. Temi che tornano nella seconda visione di oggi, nel film La vie et rien d’autre di Bertrand Tavernier, regista premiato con il Leone d’Oro alla carriera. Il film presenta l’incontro di alcuni personaggi molto diversi durante la Grande Guerra in Francia i quali, pur non avendo nulla in comune, intessono rapporti molto profondi che li cambieranno per sempre. In un clima di miseria e sconforto, dipinto con bellissime panoramiche, nascono intensi affetti, che commuovono ancora oggi il pubblico.

Nel pomeriggio ho assistito alla prima di Anomalisa, il nuovo film di Charlie Kaufman e Duke Johnson, che sorprendono con questo lavoro di animazione in stop motion (unica animazione di Venezia72, presentato in concorso). Un famoso scrittore arriva a Cincinnati per tenere un discorso e viene preso da un forte desiderio di vivere un’esperienza di diversione dalla sua esistenza monotona. Conosce così Lisa, una ragazza ordinaria che possiede però una voce incantevole di cui il protagonista si innamora all’istante. Una storia cha appare banale, ma è sostenuta da un’ottima sceneggiatura. É un film che parla di identità, di amore, di società, di sesso (finora è il film piú osè del festival, tra quelli che ho visto), insinuando dubbi e provocando un senso di inqueitudine e, secondo me, di incompletezza. Lodevole il progetto, interessante la realizzazione e non escludo che possa ricevere dei premi.

La giornata si é conclusa con Mifune: the last samurai, documentario breve sull’attore Toshiro Mifune, che lavoró per 20 anni al fianco di Akira Kurosawa e fu protagonista anche del film Barbarossa, che ho visionato ieri nella sezione Classici. Anche se di taglio televisivo, il documentario è efficace e propone, oltre alla vita dell’attore, anche uno spaccato del cinema giapponese di genere dalle origini, dando alla storia raccontata un valore maggiore e una contestualizzazione molto utile. Vedere questo documentario poco dopo la visione di Barbarossa è stato davvero interessante, dato che avevamo ancora fresco il ricordo di una delle migliori interpretazioni di Mifune (quel ruolo gli valse la coppa Volpi nel 1965).

Mi aspettano altri 3 giorni di film della sezione Classici e venerdì si terrà la riunione finale per decretare i vincitori. É stato interessante vivere queste visioni accompagnandole con un continuo dibattito tra i ragazzi che lavorano con me. Si sono aggiunte sempre nuove riflessioni e in questi pochi ultimi giorni mi aspetto dibattiti sempre piú interessanti, allo scopo di giungere ad un verdetto equilibrato che tenga conto delle numerossime variabili con cui ci stiamo confrontando.

Arianna Vietina

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