Lido Roads #12 – Vincitori e ultime riflessioni

Sono appena giunti risultati ufficiali delle premiazioni della 71^ Mostra del Cinema di Venezia, i vincitori sono:

– Leone d’Oro come Miglior Film a A Pigeon sat on a branch reflecting on Existance di Roy Andersson

 Leone d’Argento per la miglior regia a The postman’s white nights di Andrej Končaloskij

 Premio Speciale della Giuria a The Look of Silence di Joshua Oppenheimer

– Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile a Adam Driver per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

– Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile a Alba Rohrwacher per Hungry Hearts di Saverio Costanzo

– Premio per la Migliore Sceneggiatura a Tales di Rakhshan Banìetemad

 Premio Speciale della Giuria a Sivas di Kaan Müjdeci

 Premio Orizzonti per il Miglior Film a Court di Chaitanya Tamhane

– Premio Opera Prima a Court di Chaitanya Tamhane

– Premio della Settimana della Critica a No one’s child di Vuk Ršumovič

Io ho visionato solo quattro dei film sopra citati. Di questi 2 due sono stati collocati dove li avrei posti anche io, il film di Roy Andersson come Leone d’Oro e The Look of Silence come Premio Speciale della Giuria.

Gli altri due sono stati una sorpresa: Court non mi aveva affatto colpita, perché molto elementare, giocato secondo canoni classici di narrazione e con una tematica singolare e socialmente contestualizzata che quindi, secondo me, non riusciva ad elevarsi a messaggio universale; The postman’s white nights invece mi ha colpita molto per le modalitá in cui è stato girato, ma proprio per questa linea sottile che percorre tra finzione e reale l’avevo giudicato molto complesso da analizzare e da premiare. Sotto molti aspetti il fatto che abbia vinto il premio della regia mi rende felice, perchè è un forte segnale di apertura verso modalità nuove di ripresa e di rapporto con gli attori.

Al di là di queste considerazioni e dei premi assegnati, concludo qui la mia esperienza di recensione delle opere proposte quest’anno di un festival unico ed importante. In questi giorni, man mano che vedevo i film, ho provato a valutarli su una scala da 0 a 5 secondi i miei personali criteri di gusto, e non è stato semplice. Oltre i film di cui ho parlato di piú, The Look of Silence e A pigeon sat..(ecc), gli altri due 5 sono stati Reality di Quentin Dupiex, per la sfrenata originalità e irrivenza legata a un gusto surreale e onirico nelle sequenze, e Io sto con la sposa, che ha messo in moto in me riflessioni infinite sul cinema e il suo potere, il potere nel semplice e istintivo modo di dire le cose come sono, nel mostrare la realtà.

Ci tengo poi a ricordare quei film a cui ho dato 4+: un voto che non vuole indicare una mancanza rispetto ai film da 5, ma che palesa la mia impressione che questi film erano a un passo dall’essere film al 100% per il pubblico di Venezia, veramente erano sono a un passo dal top. E tra loro conto Birdman, Im Keller, Short Skin, Nobi, Revivre e il premiato Leone d’Argento The postman’s white night. Tutti film che mi hanno entusiasmata, ma che razionalmente non posso mettere parimerito coi film voto 5.

Infine i film da 4: bei film, avvincenti, da vedere, ma non da essere esempi del massimo livello della sperimentazione richiesta da Venezia. Tra loro, The Coffin in the Mountain, She’s funny that way, Loin des Hommes, Flapping in the middle of nowhere, e The president, l’ultimo film visto oggi prima delle premiazioni, un storia ricca di sfumature sul potere e la sofferenza, il film che ha aperto la Mostra del Cinema di quest’anno.

Ho sempre pensato che il film di apertura fosse esemplificativo dell’idea del festival, del suo progetto per la nuova edizione, e riconfermo questa mia posizione: The president è un film toccante, bello nel suo senso puramente estetico, che tratta di una tematica complessa, difficile da discernere, ma con toni che ondeggiano tra la critica e la condiscendenza. Ed è cosí che ho percepito la maggior parte dei film del festival, sono state poche le rotture nette, i prodotti audaci che ti fanno uscire dalla sala con un altro punto di vista sul cinema, e anche sul mondo. Ed è questo che la Mostra del Cinema dovrebbe proporsi, e ciò che spero di trovare il prossimo anno quando nuovamente tornerò qui, per imparare ed entusiasmarmi ancora.

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