Insatiable: Si o No?

Che bello tornare a parlare di serie!

Sapevamo di voler dedicare una sezione di Pepperminds al mondo delle serie TV, poiché per parecchio tempo abbiamo tenuto una rubrica chiamata Serial Madness dove abbiamo approfondito tutto quello che ci veniva in mente guardando le nostre serie preferite. Abbiamo deciso di reintegrarla nel nuovo blog, e torniamo a parlare di serie discutendo del caso del momento, ovvero Insatiable, una serie che a vedere il trailer non ci avrebbe mai interessato, se non che è esplosa una grande polemica intorno a questa produzione Netflix. Infatti, ancora prima dell’uscita della serie, è andata online una petizione per la cancellazione dello show perché tacciato di body shaming.

Incuriosite da questa dinamica abbiamo quindi deciso di vedere qualche puntata, e vorremmo parlarne esponendo i nostri due, opposti, punti di vista.

Secondo ELISA

Ho sempre detto che per poter giudicare in maniera corretta bisogna osservare una serie nella sua totalità, così da poter avere un quadro ben completo. In questo caso invece mi trovo costretta a rompere la mia regola personale e scrivo queste riflessioni avendo visto solo la prima puntata. Nonostante io abbia provato in ogni modo a sforzarmi di andare oltre, il mio cervello ha trovato per giorni ogni distrazione possibile per evitarla. Perché? Cosa c’è di così ributtante in questa serie?

Prima di tutto i personaggi. La protagonista, Patty, è una ragazza sovrappeso che grazie ad una mascella rotta e conseguente dieta liquida perde la maggior parte dei chili di troppo. Presa dal brio di questo cambiamento inizia a usare la sua conquistata bellezza per vendicarsi su tutti coloro che l’avevano trattata male fino a quel momento. Il personaggio secondario più importante è Bob, un avvocato mediocre pieno di frustrazioni che sfoga le sue debolezze facendo da coach alle ragazze per i concorsi di bellezza. Entrambi ridicoli e superficiali non hanno neanche un briciolo di fascino e non sono riusciti a interessarmi o a generare empatia da parte mia per neanche mezzo secondo.

Come seconda cosa la storia. Piccole trame vendicative e concorsi di bellezza sono un tema che quasi mai risulta interessante e anche con lo spirito del voler dare una chance a qualsiasi cosa, qui non c’è verso. Si tratta di un ambiente con una superficialità talmente disarmante da far passare la voglia di fare qualsiasi cosa. Se il concetto dovrebbe essere che non bisogna basarsi sulle apparenze gli sceneggiatori hanno proprio sbagliato tutto. Perché l’unico messaggio che arriva guardando la prima puntata è che sovrappeso si viene solo attaccati e presi in giro mentre una donna diventata magra all’improvviso ha il potere di conquistare l’universo.

Se volevano fare davvero un prodotto interessante e innovativo avrebbero dovuto lasciare il personaggio nel suo stato originario. Senza dimagrimenti magici improvvisi, dandogli invece la forza di amare il proprio corpo e trasmettere alle persone intorno a lei questa forza. Una serie così l’avrei continuata a guardare. Insatiable così com’è proprio no.

Secondo ARIANNA

Innanzitutto la serie non parla solo del corpo, bensì esplora un contesto molto più ampio. Questo non si percepisce dal trailer, quindi da una parte sono stati persi (secondo me) degli spettatori potenziali, mentre dall’altra parte è vero che si rimane sorpresi guardandola: mi aspettavo una queen drama, viziosa, rosa, scema, e invece Insatiable, seppur patinata e trash, è molto di più.

Questa non è una rappresentazione del ruolo del peso per una ragazza adolescente. Questo è un ritratto molto divertente e inaspettato dell’America dei concorsi di bellezza, dei contesti liceali alla Mean Girls e della borghesia alla American Beauty. Tratta dei temi complessi, come il rapporto con il proprio corpo, il problema di essere parte di una comunità e soprattutto, la cosa più interessante secondo me, il conflitto tra fare la cosa giusta oppure seguire i nostri istinti.

Come può essere che dall’incipit di una cicciona che aspira ai concorsi di bellezza esca fuori tutto questo? Ciò che da questo spessore a Insatiable è la costruzione dei personaggi. La serie è ambientata in una piccola città e i protagonisti sono pochi e tutti ben legati l’uno all’altro, come nelle più classiche sit com. Tutti i personaggi hanno chiari e scuri, si presentano con una faccia ma alla scena dopo mostrano l’altra, così che appaiono sia pregi che difetti. Il tutto è distribuito in una sceneggiatura sufficientemente complessa da essere intrigante, non si riesce a smettere di guardarla, ma non così complessa da risultare caotica.

Ok, e il body shaming? C’è o non c’è?
La giovane Patty, protagonista della serie, sicuramente mostra come la sua vita cambia in base al suo peso: cambia per lei, cambia per la madre che improvvisamente è gelosa della sua bellezza, cambia per i compagni di scuola improvvisamente attratti…ma è un cambiamento positivo? La cosa bella e interessante è che questa variazione nel fisico e nell’aspetto non è una chiave per la felicità, ma l’apertura verso un sacco di nuove domande: chi sono davvero io? Come mi relaziono con un mondo che ora mi vede diversa? Magra vuol dire felice?Questa serie non fa body shaming, bensì ha il coraggio di parlare del corpo e del suo ruolo, soprattutto in un mondo fatto di concorsi di bellezza!

La questione direi che rimane aperta! Voi cosa ne pensate?

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