Guida rapida e indolore a Black Mirror

Non è un mistero: Black Mirror è uno dei prodotti seriali più interessanti e di successo sul mercato da ormai otto anni, e si continua a parlarne. Il 5 giugno uscirà la quinta stagione e abbiamo deciso di elaborare una guida per chi ancora si stesse domandando: ma perché Black Mirror è imperdibile?

Black Mirror è un progetto nato nel 2011, ideato da Charlie Brooker. Si tratta di una serie antologica che argomenta il complesso rapporto tra uomo e tecnologia. Ogni episodio è animato da personaggi e luoghi diversi, tutti ambientati in un futuro molto vicino al nostro mondo di oggi.

L’ideatore, che è un noto scrittore, umorista e presentatore inglese, ha dichiarato di essersi ispirato alla serie The Twilight Zone per la creazione di Black Mirror: anche questa serie infatti puntava alla fantascienza restando però molto ancorata alle problematiche contemporanee. Brooker ha fatto lo stesso: è riuscito a toccare quei tasti dolenti dove la speranza verso il futuro incontra la consapevolezza che l’essere umano è fallace, violento e implacabile, elaborando storie indimenticabili grazie a una capacità di scrittura sapiente e calibrata, che andrebbe studiata nei manuali di sceneggiatura.

La serie può considerarsi un ibrido tra i generi dell’horror, del dramma e della fantascienza, e la sua forza è nell’usare i principali effetti di questi generi facendoli aderire a un ottimo studio dei personaggi. Black Mirror infatti si può considerare una riflessione non tanto su come la tecnologia influisce sull’uomo, quanto su come l’uomo usa la tecnologia, spesso nel modo peggiore.

Le prime due stagioni, ognuna da tre episodi, sono state scritte da Charlie Brooker per Channel 4, rete televisiva britannica. Il progetto è stato acquistato da Netflix dopo l’enorme successo della prima stagione. Così, dalla terza stagione, la più grande piattaforma di streaming è diventata produttore e il budget è aumentato molto, permettendo la realizzazione di una terza e quarta stagione che contano entrambe ben sei episodi. Brooker ha inoltre ideato due episodi extra, lo speciale natalizio White Christmas uscito nel 2014 e il film interattivo Bandersnatch uscito nel 2018, che è istantaneamente diventato un caso mediatico.

In totale quindi Black Mirror conta 20 episodi/film, a cui dal 5 giugno si aggiungeranno i tre episodi della quinta stagione. Il fatto che si sia tornati a una miniserie di tre episodi fa ben sperare. Dall’acquisto di Netflix infatti c’è stato un calo di qualità sintomatico. Non è l’unica serie che sottoposta al duplice input dell’aumento del budget e delle aspettative da mantenere ha faticato a mantenere le proprie peculiarità. Senz’altro però il team creativo non si è mai arreso, e ha cercato di sfruttare la libertà di manovra acquisita continuando a offrire universi diversi e puntando su scelte tecniche atipiche.

Abbiamo deciso in questo articolo di proporvi una selezione degli episodi che ci sono piaciuti di più e che crediamo siano esemplificativi di cosa è Black Mirror. In caso non l’aveste mai vista o abbiate voglia di un rewatch compresso, ecco gli episodi imperdibili secondo noi.

The National Anthem (1×01) e The Waldo Moment (2×03)
Il primo episodio della prima stagione, The National Anthem, è senza dubbio uno degli episodi in assoluto più emblematici di Black Mirror. Si tratta di un inizio molto ardito e spiazzante perché mostra una storia tanto assurda e disgustosa quanto perfettamente realistica. Il tema  è quello dei giochi di potere, in cui il politico pur di mantenere il suo ruolo deve sottostare a dei ricatti agghiaccianti. Se non ne avete ancora sentito parlare non vogliamo svelarvi ulteriori dettagli, perché più di un semplice episodio da guardare si tratta di una vera e proprio esperienza da vivere.
La politica c’entra anche con The Waldo Moment, un altro degli episodi di maggior successo, proprio grazie al personaggio di Waldo. Si tratta di un orsetto blu virtuale, controllato a distanza dal protagonista Jamie Salter, che diventa popolare per la sua cattiveria e volgarità. I creatori del programma televisivo di cui Waldo è protagonista decidono di farlo concorrere alle elezioni in corso, sfruttando il successo dello show. Lo fanno per gioco ma l’esperimento gli sfugge completamente di mano. Si tratta di una pungente rappresentazione di quanto sia facile manipolare le persone che anche se vi farà ridere vi lascerà con una certa amarezza.

Nosedive (3×01)  e Hated in the Nation (3×06)
In queste due puntate della terza stagione il filo conduttore di base è l’effetto dei Social Network sulla nostra quotidianità. Nel caso di Nosedive l’ispirazione deriva chiaramente da Instagram: viene rappresentata una realtà in cui ogni persona vive in base ad un punteggio che dimostra il suo valore. Questo punteggio aumenta non solo in base al comportamento e alle buone azioni quotidiane, ma anche con la popolarità delle proprie foto. Per vivere bene bisogna avere un punteggio molto alto, che richiama i follower, e questo ovviamente porta la protagonista, molto ben interpretata da Bryce Dallas Howard, ad azioni estreme fino all’esaurimento. In Hated in the Nation il social protagonista invece è Twitter, e il risultato è ancora più inquietante. Estremizzando i meccanismi propri degli hater digitali ci porta a riflettere su azioni che operiamo ogni giorno online. L’episodio mostra come l’odio spropositato ostentato rifugiandosi dietro un rassicurante schermo possa portare a conseguenze decisamente gravi.  

White Bear (2×02) e Shut Up and Dance (3×03)
Il tema di queste puntate potrebbe essere descritto come una parola: persecuzione. Sono episodi molto diversi tra loro, di cui non possiamo dirvi molto perché il rischio di rovinarvi l’esperienza è molto più alto che nel resto della serie. Le due storie sono accomunate da un senso di ansia crescente dato dalla persecuzione senza motivo operata nei confronti dei protagonisti da parte di sconosciuti armati solo di telefono cellulare. I risvolti con cui la narrazione ci trasporta fino al finale delle due puntate sono vere mazzate sullo stomaco, in particolare in Shut Up and Dance. Quindi fidatevi di noi, se ancora non le avete guardatele. Se invece le avete viste capite perché in questi due casi le cose che possiamo dire sono poche. L’unica annotazione possibile è, come del resto in tutta Black Mirror, l’ottima regia e le impeccabili interpretazioni degli attori. E’ proprio uno di quei casi da “vedere per credere”, o forse dovremmo dire “vedere per soffrire”.

The Entire History of You (1×03) e Arkangel (4×02)
In questo due episodi si parla invece delle relazioni. Il primo episodio ipotizza un futuro in cui tutti hanno un piccolo impianto sottopelle che registra tutto quello che viene visto e permette di tornare indietro a rivedere eventi del passato, addirittura permettendo di proiettarli così che altri possano vedere. In Arkangel  invece vediamo come un sistema simile venga impiantato da una madre su sua figlia piccola. Questo le permette di avere un controllo da remoto su tutto quello che la bambina vede, oscurando le immagini violente o inappropriate per la sua età. In entrambi i casi lo stravolgimento del sistema di visione e di memorizzazione umano snatura le normali esperienza di vita, portando all’esasperazione e al crollo psicologico dei protagonisti.

San Junipero (3×04) e Hang the DJ (4×04)
Arriviamo alle puntate in cui protagonista è l’amore. San Junipero è la puntata più popolare di tutte le stagioni di Black Mirror, perché è un mix di elementi che giocano con l’emotività dello spettatore, dalle ambientazioni negli anni ‘80 alla delicata storia d’amore tra due ragazze. Ovviamente questa è solo la trama apparente. Non siamo convinte che sia davvero l’episodio migliore di Black Mirror, ma sicuramente è il più amato, quindi farvi un’idea della serie bisogna vederlo. In Hang the DJ invece viene rappresentato il fenomeno dello “speed dating” alla Tinder con tutte le sfumature futuristiche del caso tipiche della serie. Anche qui lo sviluppo non è così amaro come nel resto degli episodi. Le due puntate hanno infatti il tratto comune di essere le uniche di tutte le stagione a non lasciare lo spettatore con una profonda ansia di vivere, ma mantengono una visione leggermente speranzosa del futuro.

Bandersnatch
Essendo un esperimento molto diverso per formato e modalità di realizzazione si merita qualche parola a parte. Bandersnatch è un film interattivo, pubblicizzato per la possibilità dello spettatore di scegliere le azioni del protagonista e di conseguenza le scene che vedrà. Sebbene questo film abbia riscosso un iniziale interesse da parte degli spettatori di tutto il mondo, l’esperimento si è rivelato fallimentare. Dopo alcuni giorni in cui tutti si erano fiondati a provare, testare, scoprire fino a che punto era possibile addentrarsi nella storia, è diventato chiaro che per quante scelte diverse si prendessero il film andava a finire sempre nello stesso modo. A ben pensarci però questo esito non è per niente fallimentare nell’ottica con cui la serie è pensata, cioè dimostrare i limiti della tecnologia. Allo spettatore vengono lasciate veramente solo le scelte più banali, come che cereali mangiare o che musica ascoltare (scelte che per altro si sono dimostrate messe lì apposta per dimostrare quanto facile sarebbe rendere questo strumento un sondaggio di mercato). Le scelte che fanno parte dei nodi di trama fondamentali, se sbagliate, vengono riproposte facendo ripartire lo spettatore da dove era prima. Una pura e semplice illusione, che può sembrare una presa in giro, ma è esattamente quello che vuole rappresentare Black Mirror: dobbiamo stare attenti perché la società ci fa solo credere di avere il potere di scegliere, perché in realtà ci sono persone più potenti che fanno le scelte per noi.

Futuro, tecnologia, umanità, emozioni, paure, social network, come potete vedere in questa serie gli elementi trattati sono moltissimi e sono stati ben amalgamati per dare allo spettatore un’esperienza unica e irripetibile. Sebbene si possa passare tutta una vita a parlare di questo prodotto questi sono secondo noi gli episodi fondamentali per calarsi nel mondo di Black Mirror, capirne le dinamiche e la forza, e soprattutto arrivare preparati alla nuova stagione.

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  1. Pingback: Black Mirror: la quinta stagione è davvero da buttare? - Pepperminds Blog

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