Getting Ready for Venezia75: Tre film dall’origine Horror

Nei giorni successivi alla conferenza stampa che ha annunciato i film che verranno presentati a Venezia 75 abbiamo cominciato a costruire il nostro puzzle. Chi sono i registi? Che film hanno fatto? E’ la prima volta che partecipano a una mostra del cinema?

Più informazioni raccoglievamo più ci rendevamo conto di quante cose non sapessimo di questi autori e abbiamo pensato che sarebbe stato utile, per noi in primis, analizzare alcuni di questi autori per arrivare il più preparate possibile a questa edizione della mostra.
Oggi vi parliamo dei tre registi in concorso che hanno qualcosa in comune con il genere horror: Jennifer Kent, Luca Guadagnino e Shin’ya Tsukamoto.

Babadook (2014)

Unica donna in concorso Jennifer Kent arriva dall’Australia con furore con un revenge movie in costume ottocentesco. Non sappiamo ancora se sarà un film innovativo e di successo quanto il suo film precedente Babadook, presentato in Italia al Torino Film Festival. Ciò che ha reso il suo esordio horror un caso di cui si è parlato molto a livello internazionale è come ha reso la paura infantile del mostro sotto al letto uno spettro dell’angoscia di essere madre single e disperata, costruendo un dialogo unico e personale tra la protagonista mamma schizoide, il figlio complessato e una casa infestata. Babadook ha messo in luce la doppia natura di fragilità e forza che animano le donne, e chissà se questo sarà un filo conduttore con la protagonista femminile di The Nightingale in concorso a Venezia 75.

Babadook

The Nightingale

Suspiria (1977)

Questo remake è senza dubbio uno dei titoli più discussi della 75^ edizione. Dopo il successo di Call Me By Your Name, il regista siciliano ha optato per un genere del tutto diverso scegliendo di rifare il grande classico dell’horror Suspiria, di Dario Argento. Nel 2015 si era già cimentato con un remake, trasformado La Piscina (1969) in A Bigger Splah. La cosa che risulta interessante di questo remake è la scelta di Guadagnino di togliere i colori primari dalla fotografia. Il rosso, il giallo e il blu dominano il film di Argento, e farne il remake eliminando la connotazione principale dell’originale è una grossa scelta di stile. Sarà uno di quei casi in cui non ci sarà paragone a livello di qualità, o Guadagnino con la sua opera riuscirà a tenere testa al maestro? Non vediamo l’ora di scoprirlo.

            Suspiria – Dario Argento

Suspiria -Luca Guadagnino

Tetsuo: The Iron Man (1989)

Nella new wave giapponese degli anni 80- 90 emerse il talento Shin’ya Tsukamoto, che realizzò con poco o nulla questo film su un impiegato che comincia a trasformarsi in un uomo- macchina. Questo prodotto underground caratterizzato da un brutale bianco e nero, violenza esplicita, montaggio frenetico (con innesti in stop motion) e musiche martellanti, è diventato il simbolo di una generazione di cineasti nipponici che si sono interrogati sul rapporto tra uomo e tecnologia, tra tradizione e progresso e sulle potenzialità dell’essere umano. La poetica di Tsukamoto (che oltre a regista è anche attore, potete averlo visto in Silence di Scorsese) si è evoluta, ma ha mantenuto i temi dell’alienazione, del confronto inevitabile con la trasformazione e la morte e il ritrovamento dell’umanità attraverso i sensi. Tutte cose che ritroviamo anche nel suo penultimo film, Nobi – Fires on a plane, che era stato in concorso alla 71^ Mostra del cinema di Venezia.

Tetsuo: The Iron Man

Killing

Questa è solo la prima trance di film su cui abbiamo voluto puntare il riflettore in vista della competizione di quest’anno, perciò se vi è piaciuta e vi interessa scoprire i prossimi continuate a seguirci su peppermindsblog.it e sui nostri canali Instagram e Twitter.

 

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