Dieci film incredibili dalla Mostra del Cinema alla distribuzione

Nella maggior parte dei casi i festival cinematografici internazionali offrono un’esperienza molto ricca, inserendo all’interno del loro programma film particolari e unici. Proprio perché inconsueti molti di questi non trovano poi una distribuzione adeguata, soprattutto nel nostro paese.

Negli ultimi due anni al Festival del Cinema di Venezia abbiamo visto diversi film che rientrano in questa categoria. Si tratta di un panorama molto variegato, dal cinema orientale a quello di paesi europei non considerati dal punto di vista cinematografico. Di seguito abbiamo fatto una classifica dei migliori dieci secondo noi.

1) Ang Babaeng Humayo (The Woman Who Left) di Lav Diaz
Questo film è il caso esempio principe del nostro articolo. Lav Diaz è una autore noto per la lunghezza dei suoi film, che difficilmente scendono sotto le 4 ore di durata. Il tempo di ogni sequenza è dilatato per permettere un’immersione molto intensa nella scena rappresentata. Scene che spesso contengono poco dialogo e uno sguardo che si sofferma su piccoli gesti. Inoltre tutte le opere di Lav Diaz sono in bianco e nero. Tutti questi elementi ci hanno fatto a lungo dubitare che questo suo ultimo film, vincitore del Leone d’Oro della 73^ edizione, potesse mai essere distribuito nelle sale italiane. Le poche sale che poi lo hanno ospitato hanno diviso la proiezione in due per agevolare il pubblico nella visione, corrompendo così l’esperienza originale prevista dal regista.

2) La Region Selvaje (The Untamed) di Amat Escalante
Non è facile descrivere questo film che segue le vicende di alcuni ragazzi attirati in un luogo misterioso e isolato per consumare rapporti con un essere alieno che incarna il piacere stesso. Potrebbe sembrare la trama di un porno giapponese e invece è un film molto equilibrato e secondo noi indimenticabile.

3) King of the Belgians di Peter Brosens e Jessica Woodworth
Mockumentary, comedy e road movie si fondono in questo film che ha conquistato il lido due anni fa. Un documentarista segue le vicende di un fittizio re dei belgi perso nei Balcani. Un film che ha trovato fortunatamente distribuzione in Italia grazie a Officine Ubu, anche se purtroppo con il titolo infelice di “Un re allo sbando”.

4) Foxtrot di Samuel Maoz
Il caso di Maoz è alquanto particolare. Regista israeliano, ha al seguito “solo” due film, Lebanon (2009) e appunto Foxtrot. Entrambi presentati al Lido, il primo vincitore del Leone d’Oro e il secondo vincitore del Leone d’Argento. Visionario, surreale, originale e profondo, Foxtrot racconta il dolore della perdita di un figlio e lo straniamento di giovani soldati che passano le giornate in un posto di blocco nel deserto. Distribuito da Academy Two.

5) Les garçons sauvages di Bertrand Mandico
Questa è stata una delle scoperte più affascinanti della scorsa edizione di Venezia. Sulla scia di Guy Maddin questo giovane regista di videoclip francese ha realizzato un film onirico e spiazzante che incrocia violenza, crescita, sessualità, giochi di potere, in una messa in scena alla Méliès. Bellissimo quanto difficile da comprendere, e quindi anche da distribuire. Soprattutto trattandosi di un regista esordiente.

6) Paradise (Ray) di  Andrej Končalovskij
Un film sull’olocausto che ha adoperato delle scelte tecniche di messa in scena molto originali. In questo modo il regista ha costruito un racconto in cui non è il contenuto doloroso della storia a coinvolgerci ma il modo in cui viene raccontato, che astrae quel dolore da un unico contesto e lo eleva a un dialogo più ampio sulla condizione umana. Distribuito da Viggo.

7) Hjartasteinn (Heartstone) di Guðmundur Arnar Guðmundsson
Vincitore del Queer Lion all’edizione del 2016, questo film rappresenta il percorso di formazione e scoperta della propria sessualità di un ragazzo all’interno di una piccola comunità di pescatori islandese. Si tratta di un’opera dolce che evolve senza diventare irreale, con un’ottima fotografia e delle grandi interpretazioni da parte dei giovani attori. Purtroppo raramente i film islandesi trovano spazio nelle nostre sale, come nel caso di questo film che da noi non è stato distribuito.

8) Safari di Ulrich Seidl
Ulrich Seidl è un documentarista affermato in Europa, eppure dei suoi 16 film uno soltanto è stato distribuito fuori dalle sale italiane: proprio questo! Grazie a Lab 80 a settembre 2017 in pochissimi cinema è stato possibile assistere alla caccia rituale dei ricchi austriaci emigrati in Africa e al mondo straniante in cui vivono. Ne avevamo parlato in questo articolo, dove menzioniamo anche:

9) Ne gledaj mi u pijat (Quit Staring at My Plate) di Hana Jušić
Un piccolo film. La protagonista è una ragazza che si dà totalmente per la sua famiglia fino al punto in cui la necessità di vivere una vita propria la porta a un eccesso di esperienze condensate in un giorno. La fuga dai vincoli della famiglia è trattata con umanità e resa fisica dalla performance di Mia Petričević

10) Prevenge di Alice Lowe
Unite Kill Bill al dark humor inglese e una donna incinta. Questo è Prevenge, e non possiamo dire altro perché è un film da vedere. Fun fact: l’attrice protagonista Alice Lowe è anche la regista del film e ha recitato con la sua vera pancia mentre aspettava la nascita della sua bambina, con cui si è presentata durante la premiere al Lido. Paura eh?

 

 

 

 

 

 

 

Avete avuto modo di vedere qualcuno di questi film ai festival, su Mubi o nelle rare occasioni in cui sono usciti in sala? Che ne dite, meritano davvero così poca considerazione? Fatecelo sapere nei commenti! E ci vediamo al Lido!

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