Conversation with Song Kang-ho

Quest’anno ho avuto la bellissima occasione di partecipare alla 72 edizione del Festival di Locarno dal 7 al 17 agosto 2019, dove ho potuto vedere numerosi film sconosciuti, ma non solo.

E’ stata infatti la sede in cui vedere tantissime anteprime, da Once upon a time…in Hollywood di Tarantino all’esordio di De Feo The Nest, ma soprattutto l’attesissimo Parasite di Bong Joon-ho, uscito nelle sale italiane il 7 novembre.

La proiezione del film è stata organizzata in occasione dell’Excellence Award all’attore Song Kang-ho, da pochi conosciuto qui in Italia, ma che è uno dei volti più celebri del cinema coreano. Tanto per darvi un’idea il suo primo film lo girò con Hong Sang-soo, per poi passare a Lee Chang-dong (di cui è da poco uscito il superbo Burning). Giunge alla notorietà con i film The Foul King di Kim Jee-woon e con JSA – Joint Security Area di Park Chan-wook. Quindi in quattro anni questo attore è passato per le mani di quattro dei più celebri autori coreani contemporanei, finire poi nelle mani del quinto, Bong Joon-ho. Con questo regista ha già lavorato a quattro film: Memories of Murder, The Host, Snowpiercer e adesso Parasite, Palma d’Oro a Cannes 2019.

L’attore è atterrato a Locarno proprio in compagnia di Bong Joon-ho e insieme hanno tenuto un incontro il 13 agosto 2019, a cui ho avuto il piacere di assistere. 

Data la recente uscita del loro ultimo film in Italia ho pensato di rispolverare i miei appunti e condividerli per dare un piccolo contributo alla fama e alla scoperta di questo bravissimo professionista. L’incontro è stato moderato da Olivier Père, già direttore del festival dal 2009 al 2012. Ha guidato i due ospiti a ripercorrere la carriera di Song e i momenti in cui ha lavorato insieme al regista.

Song non è figlio d’arte, ma ha scoperto di voler diventare un attore guardando i film di Steve McQueen. Così ha cominciato la formazione a teatro, dove si è nutrito dell’energia del pubblico e ha imparato le tecniche per assorbire in sé il personaggio .

Nel 1996 ha esordito nel film The Day a Pig Fell Into the Well di Hong Sang-soo: racconta che il loro è stato un incontro molto semplice e spontaneo, da cui è nata la collaborazione che gli ha permesso di avere un piccolo ruolo nel film. 

Ma è con The Foul King che Song ha raggiunto la fama come attore protagonista. Il film parla di un impiegato che scopre di voler diventare un wrestler professionista e ha richiesto un grande impegno da parte dell’attore, che ha interpretato anche la maggior parte delle acrobazie e delle cadute da stuntman. Dato che il film parla del coraggio che serve per vivere ed è una metafora della società e del lavoro attraverso il ring del wrestling, Song dichiara di aver insistito per fare i propri stunts convinto che altrimenti il personaggio non sarebbe arrivato con la stessa forza.

Il 1999 è stato l’anno di Shiri, un film fondamentale non solo per la carriera di Song: è infatti il primo film finanziato con un budget di livello hollywoodiano nella nuova industria cinematografica coreana, grazie alla crescita economica avvenuta negli anni ‘90. Non solo è stato un successo clamoroso di pubblico e di botteghino, ma è stato anche il calcio di inizio per la sperimentazione nel cinema nazionale, decisivo per l’espressione di quella che è la New Wave coreana. La New Wave è diventata rapidamente audace, aperta e forte, grazie a tanti diversi tipi di film tra cui anche alcuni blockbuster. Inoltre il pubblico stava tornando al cinema con più interesse e si era creata una nuova generazione di cinefili, grazie al fatto che finalmente si poteva parlare anche delle questioni politiche e sociali nei film.

Arriva così la realizzazione di Memories of Murder. Perché Bong Joon-ho scelse Song? Bong visitò il set del film di Lee Chang-dong Green Fish, dove vide in azione Song. Bong rimase così colpito che decise che voleva lavorarci insieme. Per questo quando si trovò a scrivere Memories of Murder aveva già in testa Song e si sentiva particolarmente agitato perché non sapeva se l’attore avrebbe acconsentito a lavorare con lui, poiché Bong Joon-ho non era ancora un regista famoso. Sorprendentemente Song Kang-ho conosceva Bong per il suo primo film, Barking Dogs Never Bite, lo aveva trovato molto sincero e ne rimase a sua volta colpito. Lesse il copione di Memories of Murder e non vide motivi per dire di no, quindi accettò ben volentieri di lavorare insieme. Il personaggio che Bong aveva dato all’attore è quello di un uomo che deve sopravvivere, che lotta fino allo strenuo per qualcosa, e anche i ruoli che gli avrebbe affidato in seguito sono simili. Secondo Bong sono ruoli molti adatti alle capacità di Song. Dopo che Song accettò di lavorare con lui, Bong si sentì molto più sicuro e audace nello stendere la sceneggiatura definitiva. 

Sul set i due attori principali, Song Kang-ho e Kim Sang-kyung, erano in perfetta sintonia, così Bong ha deciso di richiamarli entrambi per girare The Host. Per questo film, che è un monster movie ibridato con la family drama e la critica politico sociale, girarono per sei mesi sulle rive del fiume Han, fuori dagli studi, per cui la troupe si muoveva tra la gente che li guardava sgomenta mentre fingevano di scappare dal mostro, che ovviamente non era presente. Bong sottolinea come nel film noi lo percepiamo come credibile proprio grazie alla appassionata e realistica interpretazione degli attori, che rendono credibile questa presenza soprannaturale. 

I due professionisti si sono poi separati per reincontrarsi per Snowpiercer, il primo film “americano” di Bong Joon-ho. E’ stato bello lavorare insieme in America, senza sentirsi da soli in terra straniera, potendo lavorare senza l’intermediazione costante del traduttore. L’ambiente hollywoodiano era naturalmente molto diverso da quello coreano, ma gli attori con cui Bong si è confrontato, tra cui soprattutto Tilda Swinton, avevano un metodo molto simile a quello con cui era abituato. Bong sottolinea come i metodi recitativi non dipendono troppo dalla provenienza, ma dalla personalità dell’attore.

Riguardo al rapporto tra il loro lavoro e la denuncia politica le posizioni di Bong Joon-ho e Song Kang-ho sono simili: come artisti si confrontano con la realtà e vogliono discutere della società che li circonda, ma non è questo l’unico scopo. Lo scopo principale è che siano dei bei film. 

Riguardo a Parasite Song ha dichiarato che è rimasto molto sorpreso dallo sguardo di Bong sulla società, di come abbia saputo tastare il polso. Anche se già da Memories of Murder aveva percepito la grande sensibilità del regista, dopo sedici anni ha visto quanto si è evoluta questa capacità. Per Bong le più grosse sorprese della realizzazione sono venute prima delle riprese. Era molto teso mentre scriveva la sequenza clou del film, perché temeva potesse non risultare credibile. Così ha affidato la riuscita della scena a Song, che l’ha resa possibile. L’esperienza insieme e la grande fiducia ha permesso di andare a girare con pochissime prove e portando a casa un film tutto giocato sui personaggi, capace di arrivare al mondo intero. 

Alla domanda finale di Olivier Père a Bong su come descriverebbe il rapporto che ha con Song Kang-ho, lui sorridendo ha risposto “We love each other”.

Conoscevate questi artisti o avete visto Parasite? Fatecelo sapere!

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