Venezia 75: cosa ci aspetta

“Il cinema vive, esiste ed vitalissimo. Semplicemente sta cambiando”, queste alcune delle parole di Alberto Barbera per presentare la 75^ edizione della Mostra del Cinema.

Quella che ci aspetta è un’edizione che punta a surfare questo cambiamento riconfermandosi una delle manifestazioni più interessanti del settore. Partiamo parlando della sezione Concorso, attesissima da tutto il mondo proprio per il livello dei film che ci si aspettava dalla selezione.

The Favourite di Yorgos Lanthimos

Non delude: quest’anno saranno in competizione ben 21 film, la cui maggior parte viene da autori importantissimi nel panorama internazionale. Una delle cose che salta subito all’occhio è la lunghezza dei film. Su21 14 dei film selezionati superano i 120 minuti, arrivando fino ai 188 minuti di Werk Ohne Autor di Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri). Secondo Barbera questo deriva dal fatto che il pubblico si sta abituando ai tempi lunghi delle serie, e questo ha influenzato i format narrativi usati da  registi e sceneggiatori cinematografici.

Suspiria di Luca Guadagnino

Dei film che avevamo ipotizzato e che speravamo essere presenti al Lido ce ne saranno dieci. Anche se felici delle previsioni azzeccate non possiamo fare a meno di pensare anche ad assenze molto sentite, come per esempio Beautiful Boy che purtroppo sarà in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, o Freaks out di Gabriele Mainetti.
Tra gli altri assenti sorprende e dispiace la mancanza dell’ultima opera di Xavier Dolan, di cui non capiamo la ragione. Verrà annunciato il primo agosto tra i titoli della sezione canadese del TIFF? Possibile che non sia ancora pronto? Vedremo.
Mancano poi all’appello The Beach Bum di Harmony Korine, visto ma non selezionato, Radegund di Terrence Malick, di cui non si hanno notizie, e Il peccato di Andrej Končalovskij, purtroppo non ancora completo.

Kit Harrington nel nuovo film di Xavier Dolan

Diverse le anche le novità logistiche del festival: sono stati confermati i lavori di rinnovo del Palazzo del Casinò, è stato riaperto lo storico Hotel des Bains (che ospiterà la mostra celebrativa della 75^ edizione), la sezione Cinema del Giardino è stata rinominata Sconfini (tra l’ilarità della redazione) e infine un’ultima ma fondamentale novità: la sezione Venice VR, che da due anni ospita una competizione di prodotti in realtà virtuale, verrà aperta al pubblico generalista.

Cosa significa? Chiunque non sia già accreditato alla Mostra potrà acquistare un biglietto per accedere alle esperienze proposte nel Lazzaretto Vecchio. Questa è una scelta fondamentale per la direzione che la Mostra si sta dando. La realtà virtuale infatti intercetta l’interesse di una fetta ampia di pubblico, che non coincide esattamente con il pubblico usuale della Mostra, che in questo modo potrà comunque approfittare di una delle pochissime manifestazione in realtà virtuale in Italia.

Cos’altro dire? La sezione Orizzionti conta 8 film di esordio su 18 e manifesta il suo interesse nell’indagare come i giovani autori giungano a realizzare opere di rilievo, mentre Fuori concorso vediamo succedersi autori affermati alle prese con opere fuori dal comune, come il completamento di The Other Side of the Wind di Orson Wells.

The Other Side of the Wind di Orson Wells e Frank Marshall

Il Concorso ufficiale propone numerosi film di genere: abbiamo diversi western, film in costume, film storici, per non parlare del remake dell’horror di Luca Guadagnino (a 3 anni dalla sua presenza in concorso con un altro remake, A bigger splash). Un solo documentario in concorso, What you gonna do when the world’s on fire? di Roberto Minervini (Stop the pounding heart), e una sola regista donna, Jennifer Kent con The Nightingale (The Babadook).

La grafica della mostra è cambiata. Dopo i numerosi contributi di Simone Massi e il repentino cambio di registro operato da Uolli e le illustrazioni di Giovanna Durì quest’anno si passa a un altro grande dell’illustrazione italiana, Lorenzo Mattotti. Il suo manifesto è sensuale e morbido, e mostra lo sguardo di una donna intenta a osservare attraverso un monocolo-planisfero. Uno stile completamente diverso dai precedenti che ci ha subito colpito e che manda un messaggio di fluidità e movimento.

In questo fiume di novità Venezia è rimasta comunque ferma di alcuni temi fondamentali e scottanti, di cui si è parlato a causa delle scelte forse troppo estreme del Festival di Cannes. Mentre il festival francese ha eliminato le proiezioni stampa anticipate per i giornalisti, vietato i selfie ed escluso dalle selezioni i film prodotti da piattaforme online Venezia ha deciso di non seguirla in questo cambio di rotta. Tutte queste cose non avverranno al Lido, e Barbera ci ha spiegato perchè.

Se registi di fama internazionale si affidano a produzioni come Netflix o Amazon studios per la realizzazione delle loro opere, nonostante tutto quello che comporta, non sarà sicuramente il festival a criticarli, ma anzi sarà un’occasione ancora per valutarli per ciò che sono, per il valore reale di queste opere.

Barbera ha comunque subito specificato che il festival lotta perchè la visione cinematografica in sala venga per sempre mantenuta e valorizzata e si è affrettato a comunicare che alcuni titoli prodotti da Netflix e presenti alla Mostra sono già calendarizzati anche per l’uscita in sala in Italia, come per esempio il film Sulla Mia Pelle che racconterà gli ultimi giorni di Stefano Cucchi e aprirà la sezione Orizzonti.

Sulla mia pelle di Alessio Cremonini

Sul sito della Biennale è possibile leggere l’elenco completo di tutti i film.

Dal 29 agosto noi saremo al Lido per il report day by day della Mostra, quindi continuate a seguirci, qui, su Instagram, su Twitter e presto anche su Facebook!

 

 

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